venerdì 28 novembre 2014

Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

L'ultimo libro di Alessandro D'Avenia uscito alla fine di ottobre. Dalla quarta di copertina possiamo leggere: 


"Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l'estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l'intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, 'u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... Con l'emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D'Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino"

Recensione:
Ci sono libri e libri, e tra questi libri ci sono libri che si leggono in pochissimo tempo, ma sono frivoli, leggeri e libri che si leggono sempre in pochissimo tempo, ma ti lasciano dentro un messaggio, un segno, un qualcosa che te lo porti dentro come un tesoro. Ciò che l'inferno non è appartiene alla seconda categoria. Libro che colpisce, ti intriga, ti ammalia e lo leggi tutto d'un fiato non per conoscere la fine, si sa la fine di questo libro, ma per la bellezza delle parole e del suo personaggio: Padre Pino Puglisi.
Riviviamo quella fatidica estate del 1993 conoscendo la forza, il coraggio, ma soprattutto l'amore di Padre Puglisi per un quartiere di Palermo, Brancaccio, dove domina la mafia. Dove i bambini non devono andare a scuola, giocare o frequentare posti sani, no devo essere le nuove leve del loro esercito. Dove guadagnare soldi facili è un piatto troppo succulento per chi non ha sogni perché la realtà è troppo dura per poter sognare.
Rispetto ai precedenti dello stesso autore, letti entrambi, qui noto una profondità ben diversa. Forse dato dal fatto che Padre Pino Puglisi è realmente esistito, forse perché Federico, Lucia, Francesco, Maria ecc possono essere un amico, un vicino, un bambino di quartiere che vedo ogni giorni; forse proprio per il loro essere "vivi" che questo libro ha una forza tale che mi ha affascinato e che non ho smesso di leggere.
Lo stile di scrittura è scorrevole, mai banale e pesante, a tratti commovente e ricco di spunti su cui pensare, soffermarsi e chiedersi. L'amore che trasmette è il regalo più bello che ti resta dopo aver girato l'ultima pagina.
Non posso che dire di andare in libreria o su siti on line e di comprarlo. Non ve ne pentirete, vi arricchirete di un amore non comune!

Voto: 5/5